390 – Laboratorio Tintori

 “Ceramiche da Vainella” ceramiste del Laboratorio Tintori.

 

Testi di:
Roberto CECCHERINI Giampiero NIGRO
opere di:
Francesca BRACHETTI, Caterina DEDATO, Gloria GATTAI, Perla GUIDOTTI, Ivona MURAWSKA, Antonella NANNICINI, Lia PECCHIGLI, Emi SCATENA, Paola VIESPOLI

CERAMICA: felice alchimia tra rigore tecnico, mistero e desiderio
Chi ha avuto la fortuna di frequentare Leonetto Tintori ha scoperto con quanta semplicità egli sapesse spiegare il suo amore per l’arte. Solo l’arte, pensava, è capace di suscitare stupore, ammirazione, curiosità e gioia al tempo stesso. Davanti a un’opera d’arte la sensibilità dell’uomo si svela, come in uno specchio, in tutta la gamma della sua molteplice e policroma essenza.
Questo suo profondo legame segnò fortemente la vita di Tintori che, “artigiano” dedito con altissima professionalità al restauro di pitture murali, è stato anche un artista che ben si colloca nella tradizione del Novecento toscano. Sperimentava ogni possibile forma espressiva, dall’affresco alla scagliola, dalla tempera a uovo su tavola al pastello al mosaico; da ciascuna di queste tecniche riusciva a ottenere opere di alto valore che ci fanno riconoscere le sue origini e i suoi collegamenti ad amici come Quinto Martini e Ardengo Soffici o alle opere di Rossi e Morandi.
Basta una visita aVainella per comprendere che anche la scultura e la ceramica hanno avuto un significativo spazio nella ricca produzione di Leonetto Tintori. Egli era convinto che dedicarsi alla ceramica fosse come cercare di scoprire un mare senza fondo, un viaggio di ricerca caratterizzato dall’incertezza dell’esito e che poteva essere iniziato solo se spinti da desiderio, curiosità e fantasia. La lavorazione di quel materiale richiede buone dosi di competenza e di rigore tecnico, che non riescono mai a prevalere sull’aspetto creativo dell’operazione. L’inconscio dell’artista identifica il prodotto finale con un qualcosa che è sempre “al di là” di ciò che si è pensato, “oltre” ciò che si è voluto. La cottura del manufatto compiuto aggiunge al tutto una ulteriore atmosfera di mistero e di scoperta.
Fu dunque lui che volle iniziare una scuola di ceramica, accanto a quella per l’affresco. Per questi motivi il Laboratorio di Vainella organizza percorsi di studio sulla Ceramica artistica sin dal 1991. Per più di un decennio, sotto l’attenta direzione di Salvatore Cipolla, decine di allievi hanno potuto praticare e apprendere questa nobile arte. Salvatore Cipolla e dopo di lui Bruno Gambone e Roberto Ceccherini hanno continuato e ampliato in modo prestigioso gli insegnamenti e le indicazioni lasciate dal Maestro Leonetto Tintori: la missione dell’artista si è identificata con il ricercare ciò che ancora non è stato trovato e sperimentare ciò che ancora non è stato abbastanza studiato.
Le opere prodotte dalle ceramiste che frequentano il corso del Professor Ceccherini stanno nel filo impalpabile che unisce il concetto di arte appartenuto a Leonetto Tintori a tutto ciò che anima e da linfa vitale al nostro laboratorio.Visitare questa mostra e ammirare le opere esposte è un po’ come mordere e assaporare l’essenza stessa che nutre Vainella.

Giampiero Migro Presidente Laboratorio “Elena e Leonetto Tintori”

Si presentano insieme alla “Soffitta” le Ceramiste amiche, come nel Laboratorio di Vainella dove nel verde che circonda la Casa Museo, fra le opere che testimoniano l’attività di Leonetto Tintori, sono disposte le fantasiose sculture in ceramica che evocano la presenza di questo singolare artista, eclettico e dalla spiccata umanità.
Queste creazioni, per le amiche, hanno certamente costituito il primo esempio delle molteplici possibilità che il materiale ceramica offre, da esse oltre che trame il linguaggio e la tecnica hanno colto l’invito ad affrontare il percorso creativo con pochi indugi sentendo che il risultato sarà sempre appagante e genuino se frutto della ricerca interiore del proprio essere, e ancor più se espresso attraverso la natura primigenia della terra. S’intravede, nel lavoro di alcune, la lezione dei maestri Salvatore Cipolla e Bruno Gambone che hanno contribuito alla loro formazione tecnica sviluppando l’insegnamento di Leonetto che per molte fu mentore e maestro.
Con questi presupposti, fin dai nostri primi incontri, ho intuito che di fronte a loro non potevo pormi semplicemente come l’insegnante che va ad aggiungere conoscenze a quelle che già possedevano, ma il rapporto doveva essere più aperto e colloquiale, di scambio e coordinamento progettuale per continuare a scoprire, insieme, in quanti modi con l’argilla si può dar forma a idee e pensieri astratti.
L’ultimo lavoro, ancora non finito ma già ad un buon punto di realizzazione, è la grande stele per celebrare i cento anni dalla nascita di Leonetto Tintori che costituirà un importante elemento d’arredo urbano. Un’opera corale e tecnicamente impegnativa, questa, dove ognuna sta dando dimostrazione delle proprie capacità creative attraverso un linguaggio personale e attuale.
Il percorso è ancora lungo e alla fine del “viaggio” altri sentieri si apriranno per chi sente l’urgenza di fare e di riproporre il mondo rimodellato secondo la propria visione.
Ad Antonella, Caterina, Emi, Francesca, Gloria, Ivona, Lia, Paola, Perla, il mio sincero augurio di buon proseguimento in questo viaggio senza fine intorno alla terra.

Aprile 2009 Roberto Ceccherini

 

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