336 – Piero Tredici

Figure in bilico

Dal 14 al 31 gennaio 2001

Orario: Feriali: 21/23; Festivi: 10,30/12,30 – 17/19 (chiuso lun.)

Tra i vari critici che si sono occupati di Piero Tredici, e sono molti, è stato Renzo Federici in una recensione del 1983 al ciclo di dipinti sull’Antigone, a fissare in modo essenziale uno dei caratteri della sua pittura: “Ma Tredici sa ritrovare sotto il decoro illustre il silenzio mortuario, le tremende veemenze della sorte che ormai ha condotto tutti i suoi giochi, sigillando in questa immobile certezza. Questo silenzio di funebre certezza Tredici sa coniugarlo con mezzi semplici ma ben suoi […] L’artista incalza coi suoi personaggi torniti, ma in fondo spettrali: possono inclinare al fantasma, mai alla creatura viva. Il loro derelitto senso e valore è di irraggiare, come in certi frammenti del Bronzino, il loro funesto nitore, il loro derelitto e grandioso memento (con gli oggetti intorno che trapassano in qualcosa di “ricco e strano”, la vegetazione che piega al demoniaco). E se un’epica il realismo di Tredici cercava, certo qui l’ha trovata, fissa e solitaria, desolatissima […]”.

 

Piero Tredici e i labili equilibri del reale

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