410 – Corrado Banchelli

“I Disegni”

 

Dal 7 al 28 Aprile 2013

Inaugurazione: domenica 7 Aprile 2013 – Ore 10.30 presso La Soffitta

La passione per il disegno dal vero prima di tutto, ha portato Corrado a lasciarci un emozionante archivio di fogli e cartoncini raffiguranti diverse tipologie di soggetti. Lapis, carboncino e blocchetto da viaggio a portata di mano erano la macchina fotografica preferita del nonno che lo hanno accompagnato per tutta la vita regalandoci un ricordo personalizzato di ogni istante e luogo. Spesso abbozzava i suoi disegni durante la passeggiata quotidiana per le strade circostanti Colonnata che conosceva come le sue tasche, e riportava velocemente su foglio la sensazione della giornata che si traduceva in uno spezzato della natura nero su bianco. Valiversi, Via Ginori ,Via Chiavacci,Via Doccia,Via di Palastreto, Castellina, Monte Morello, le Cave… Ruderi immersi nella natura, case coloniche, cipressi, paesaggi, papaveri, girasoli, giaggioli, cieli di ogni sfumatura, nuvole soffici, muri, sterpaglie, stradine sterrate … non mancano inoltre paesaggi marini e di montagna. Si può quasi dire che per il nonno sia stata un’ossessione la ricerca infinita di soggetti proposti dalla natura, spesso ripetuti e resi interessanti ogni volta in maniera diversa, come l’ulivo per esempio, che per la sua forma varia e contorta è stato oggetto ricorrente di studio mutando negli anni in forme e colori a seconda della luce del sole percepita da Corrado e delle sue sensazioni interiori tradotte poi, in colore su tela. Inutile soffermarsi ancora a parlare dei dipinti a olio, soggetti delle mostre realizzate nel corso degli anni, e interpretati a suo tempo in maniera esaustiva dai critici e artisti amici di Corrado come Pasquali, Lombardi, Natali, Paloscia, Tredici e molti altri. Piuttosto, per una descrizione più profonda del nonno, di un artista e di un osservatore meticoloso della realtà, sento il bisogno di fare un grosso passo indietro nel tempo citando gli anni meno noti della gioventù e dell’accademia, che conosciamo attraverso la raccolta di disegni abbozzati su pezzi di carta arrangiata e ingiallita. Questi sono lavori inediti fondamentali per conoscere l’evoluzione dello stile di Corrado che va di pari passo a un percorso di crescita interiore: da una linea continua e marcata da giovane, a spezzata e ricca di sfumature chiaro-scuro in età matura. Il tratto fluido, pulito e deciso che ha contraddistinto i primi anni della sua esperienza artistica è ciò che mi ha sempre rapita e affascinata, forse perchè mostra un carattere curioso in formazione che vuole rendere viva ogni cosa che cade al suo occhio critico. Studi a mano di prospettive, disegni architettonici di portali, finestre, capitelli e gessi… fatti con tecniche a matita, lapis, gessetti e talvolta anche ad acquerelli… ma anche le
persone sono i soggetti preferiti di questi anni: modelle dell’accademia, persone di strada, anziani, ragazzetti. .. Ancora una volta soggetti comuni immortalati con semplicità in abbozzi a volte anche incompleti, ma in grado di trasmetterci l’essenza di queste figure. I nudi a carboncino sono indubbiamente un pezzo forte per la spontaneità delle pose; nonostante l’impulsività con i quali sono stati raffigurati infatti, si nota una composizione armonica e bilanciata, caratteristica questa sempre presente. Colpisce un soggetto in particolare per ciò che riguarda la ritrattistica, un vecchietto ripetuto varie volte che merita l’attenzione per lo studio accurato dei
lineamenti espressivi del viso segnati dalle rughe del tempo.
In tutti questi lavori vi è un processo di crescita notevole dello stile, guidato da un linguaggio unitario di naturalezza che contraddistingue le opere di Corrado Banchelli: maestro del colore e soprattutto del segno. Per questo negli ultimi anni della sua vita vi è stata un’accurata volontà di catalogare ogni singolo disegno incorniciandolo, al fine di ripercorrere gli studi di un’attività artistica intensa, con la nostalgia del passato e la voglia di fare ancora … di fare prima di tutto l’ultima mostra dedicata all’origine di una passione lunga una vita: una mostra solo di disegni. E per te, caro nonno, la facciamo noi.

Irene Frittelli

Il nonno poteva sembrare una persona scontrosa, severa, burbera e brontolona, ma in realtà era dolce, attento e gentile. La parte di lui che sembrava severa era, invece, semplicemente il suo modo di proteggere le persone, di fare attenzione che non si facessero del male o che non commettessero errori.
lo molto spesso ero in conflitto con mio nonno, forse perché la pensavamo in modo diverso o perché io vedevo di lui solo gli aspetti negativi. Stanotte è stata la terza volta, dopo la sua morte, che l’ho sognato. Nel sogno era già malato, ma io, mia mamma e mio babbo lo guarivamo semplicemente portandolo fuori a fare una passeggiata e lui aveva un grande sorriso sulle labbra e i suoi occhi brillavano.
Anche nell’ultimo periodo avrei voluto vederlo così. Mi sono accorta che in quattordici anni non gli ho detto molte volte “ti voglio bene”, una frase che può sembrare banale, ma che quando è detta con il cuore fa sorridere. L’ultima volta che gliel’ho detto è stato quando era già malato da molto tempo e lui non mi ha risposto, non mi ha dato segno di avere capito.
Aveva gli occhi chiusi e non parlava, ma non credo che stesse dormendo. Dal 28 aprile 2012 una delle cose che mi “perseguita” di più è la paura che lui non abbia sentito quella frase che per me era come un segno di pace verso le nostre continue “battaglie”.
lo non amavo e non amo nemmeno ora disegnare e dipingere, infatti non mi ricordo molti momenti passati con il nonno mentre dipingeva. Due cose, però, me le ricordo: una volta mi fece un ritratto mentre dormivo e un’altra io feci un disegno di un paesaggio per imitarlo e lui me lo corresse. Mi diede anche il voto: 8.
Mi manca tanto perché vorrei fare quello che non ho fatto e non fare ciò che ho fatto di sbagliato. Spero che ora possa sentirmi perché voglio dirgli: “Ti voglio bene, nonno”.

La tua nipotina Sonia Figoni

Molti ricorderanno Corrado Banchelli come un grande artista, dalla spiccata sensibilità, capace di cogliere l’essenza più semplice e bella della natura toscana, un uomo di grande talento e passione. Mio nonno era un grande artista, e il suo amore per la pittura mi ha influenzata e guidata per tutta la vita. Grazie a lui e a mio padre sono cresciuta tra tele e pennelli, ed ho imparato ad apprezzare la bellezza delle piccole cose. E adesso che non c’è più, sento ancora più intensamente quanto impatto abbia avuto su di me il mio nonno. Fin da quando ero molto piccola, stare a casa dei nonni per me significava scorrazzare per una casa completamente ricoperta di quadri, dal pavimento al soffitto; ogni volta che entravo nel bagno ridacchiavo, osservando i quadretti marini appesi anche Il: era il mondo delle meraviglie e ne andavo molto fiera, perchè secondo me nessun altro aveva un nonno così speciale con una casa così originale e curiosa.
Mi inventavo storie su ogni donna, uomo, albero o muro ritratto alle pareti, e in ventritrè anni di accurate osservazioni, prima con lo sguardo di una bambina, poi con quello di una ragazza, infine come donna, ho imparato a riconoscere e amare ogni singola opera, a passare con lo sguardo di quadro in quadro con incredibile familiarità e sempre più amore ed affetto.
Corrado Banchelli il pittore, e Corrado, mio nonno, sono sempre vissuti come un’unica entità nella mia testa e nel mio cuore, così come convivono insieme nei miei ricordi: per me che sono cresciuta nel suo studio e tra i suoi quadri, il suo odore è sempre stato quello di colonia ed aqua ragia, la sua mano era la stessa che dipingeva cose meravigliose e mi dava buffetti sulla testa, il suo sguardo sempre concentrato su ciò che stava creando e sulla sua nipote un po’ pasticciona che rovesciava i suoi barattoli e curiosava tra i suoi preziosi ritagli, che lui conservava con tanta cura e che io, con altrettanta cura, sparpagliavo a ventaglio per tutta la stanza.
Le persone che saranno presenti a questa mostra si troveranno davanti non solo l’opera, ma tutta la vita di un uomo, ne ammireranno il tratto deciso, le sfumature avvolgenti, il contrasto marcato, l’inno alla natura che recita ogni paesaggio e lo spessore caratteriale in ogni ritratto. Ed io farò lo stesso: come da bambina, continuerò a stupirmi di quanto mio nonno poteva essere straordinario, sensibile a ciò che vedeva, delicato e rispettoso nel rappresentarlo. Tuttavia, io vedrò anche altro: vedrò mio nonno che vaga per la sala, col suo maglione scuro, le sue mani dietro la schiena e il passo un po’ pensante, che allunga il collo e stringe gli occhi osservando i suoi lavori, borbottando che quell’ulivo non gli è riuscito troppo bene…
Corrado Banchelli era davvero un grande artista. Era mio nonno, ed io sarò sempre orgogliosa di luLAttraverso i suoi quadri lui vive ancora, ed io posso sentirlo un po’ più vicino. E i suoi occhi che ridacchiano dietro gli occhiali, mentre lancia per aria il mio orsacchiotto per farmi ridere, saranno sempre parte di me.

Sara Figoni

Mio nonno mi ha insegnato, attraverso i suoi disegni e la sua pittura, a osservare, capire, rispettare, accogliere ed amare ciò che ci ha sempre circondato: la natura, le persone, la vita. Ed è questo che il nonno è.
Egli ha sempre parlato attraverso la sua mano, collegata inesorabilmente al suo sguardo vigile, attento, profondo conoscitore ed osservatore del mondo. Lo rivedo sotto un ulivo, lo rivedo su di un muretto, lo rivedo di fronte all’infinito.
L’arte è espressione di ciò che si è: e cosa sei tu, nonno, se non la bellezza di ciò che hai sempre rappresentato? Adesso che non ci sei più, tutto attorno a noi indica la tua presenza, in ogni quadro della casa vive una parte di te.
Ciò che non ti ho mai detto? Grazie della vita che mi hai donato.

Silvia Figoni

Corrado Banchelli è nato a Sesto Fiorentino il 17-09-1924.

Ha frequentato l’Istituto d’Arte di Firenze e, già da giovane studente, ha iniziato a disegnare, trovando spunto per ritratti e figure fra gli artigiani delle botteghe di Porta Romana e la varia umanità che animava le strade della Firenze popolare.

Avviata la sua professione di ceramista, non ha mai abbandonato l’attività di pittore e disegnatore, che ha perseguito con passione e costanza fino agli ultimi anni di vita.

Per chi conosce già il Banchellì pittore, questa esposizione postuma di disegni sarà una piacevole sorpresa e, nello stesso tempo, l’occasione per ritrovare, nel tratto deciso e nelle sfumature del chiaroscuro, l’attenzione alla natura e all’umanità che contraddistingue tutta l’opera dell’artista.

Corrado Banchelli si è spento a Sesto Fiorentino il 28/04/2012.
Mostre personali

1992 Galleria “La Soffitta” -Sesto Fiorentino
1995 Saletta “La Montagnola” -Sesto Fiorentino
1997 Galleria d’arte “La Spirale” -Prato
1998 Museo delle porcellane di Doccia -Sesto Fiorentino
1999 Circolo Arti Figurative -Empoli
2004 Galleria “La Soffitta” -Sesto Fiorentino
2007 “Gran Caffè” -Sesto Fiorentino

 

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