340 – Percorsi

Percorsi

 

Dal 21 ottobre al 7 novembre 2001

Orario: Feriali: 21/23; Festivi: 10,30/12,30 – 17/19 (chiuso lun.)

E’ indicativo che uno spazio espositivo come La Soffitta, sede da ormai quasi quarant’ anni di manifestazioni che hanno coinvolto alcuni tra i maggiori artisti dell’ ultimo Novecento, inauguri la stagione con un’ esposizione dedicata a giovani esordienti, artefici, forse non ancora artisti, alle prese con un mondo di immagini ed emozioni cui dare corpo. Aprire sempre più il campo delle opportunità espositive alle nuove generazioni è un’ attività che si sta consolidando e che, proprio per questo, deve mantenere il rigore della selezione per meglio indicare i livelli di qualità della ricerca e degli approfondimenti. Del resto l’ artista e la sua opera non sono fenomeni isolati e conclusi in se, ma unità di un’ ampia misura sociale, frutto e insieme stimolo di una condizione culturale e politica; e bisogna che nessuno di questi termini prenda pero il sopravvento quando si tratta di tirare le fila del giudizio e individuare le peculiarità estetiche della realizzazione artistica. Un compito importante, poichè in tanto estenuato esercizio di critica che esibisce se stessa piuttosto che l’ arte di cui dovrebbe occuparsi, nella devastazione di ogni e qualunque territorio estetico, dopo aver esasperato la confusione dei linguaggi, ci troviamo nel nuovo millennio con la necessità di ricavare qualche parola ferma, inequivocabile, sincera per rifare la trama di un tessuto che è la civiltà stessa nella quale siamo cresciuti e nella quale deve pur esserci un filo conduttore, se non logico, plausibile e in qualche modo unitario per continuare il discorso. Ci sono nuove tecniche, diverse sollecitazioni da culture diverse, diverse visioni del mondo e l’ artista di oggi deve essere informato, preparato a confrontarsi con il mistero più che mai complesso della traduzione formale. Così il percorso espositivo cui danno vita (e vitalità) Takashi Aramaki, Carolina Caiazzo, Elena Funghini, Valerio Giovannelli, Takako Ishii, Alessandra Latteri, Hinako Nishikawa, Valeria Perkins, Madelaine Solms, Benedetta B., Franca Sorella, Tomonori, Marcello Trotter, Yunko Yamaguchi, Aya Yasui, Saji Yasuyuki, rivela, pur attraverso i differenti livelli di capacità espressiva, una certa “corrispondenza” poetica, cioè il riconoscersi o lo scoprirsi partecipi di una stessa condizione umana che avviene attraverso un dialogo in cui ogni interlocutore parla di se e della realtà in cui vive, e lo fa in un linguaggio nutrito di strutture e inflessioni ancestrali. Volumi plastici, metamorfosi, segno astratto, figura: le proposte rivelano varietà d’intenti e creatività autentica. Enrico Baj diceva che in ciascun tempo gli artisti si scelgono i mezzi adeguati a esprimersi, e oggi che la “la libertà creativa e inventiva” è il cuore del fatto artistico, l’ esercizio del disegno in senso classico è puramente discrezionale, in pratica superato da altri interessi, altre ricerche. Chi sente tuttora di affidarsi alle regole del disegno figurativo è guardato con un certo sospetto, o almeno non gode di reputazione presso alcune snobistiche consorterie. Credito critico senza riserve è invece concesso a chi intende l’opera d’arte come frutto “concettuale”, o del tutto avulsa dalle pratiche realistico – figurative. Anche se ormai sembra impropria qualunque radicalizzazione intellettuale se ampia e aperta è la condizione dell’ artista.

Nicola Nuti

 

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