342 – Dedicate alla Soffitta

Dedicate alla Soffitta

 

Dal 9 al 23 dicembre 2001

Orario: Feriali: 21/23; Festivi: 10,30/12,30 – 17/19 (chiuso lun.)

Giugno 1964: una galleria d’arte in una Casa del Popolo. La Soffitta è lo spazio delle arti situato all’ultimo piano della Casa del Popolo di Colonnata, dedicato ad attività espositive nel campo delle arti figurative e applicate. Questo organismo opera in accordo con il Consiglio e le finalità statutarie del Circolo A.R.C.I., nella più ampia autonomia di scelte culturali ed estetiche, valendosi della partecipazione volontaria di un gruppo di soci che curano i programmi, l’organizzazione e l’allestimento di mostre personali e collettive e di altre manifestazioni. La soffitta persegue finalità esclusivamente culturali e si fa carico dei costi relativi ai vari aspetti dell’ attività, che si è potuta mantenere su un piano dignitoso grazie alle spese che vengono sostenute dal Circolo A.R.C.I. e ad altri contributi, dell’ Amministrazione Comunale in particolare e di altri enti. In genere nella stagione calda si saliva fino a Colonnata per andare al cinema all’aperto ma, in quella lontana estate, chi giungeva all’Unione Operaia e saliva tino all’ultimo scalino, si trovava di fronte a qualcosa di inconsueto. Non che le mostre d’arte fossero rare e Sesto – da quelle della saletta per la Biblioteca Circolante ad altre organizzate più occasionalmente – ma trovarne una nella soffitta di una Casa del Popolo trasformata in galleria era un evento straordinario, e non solo per Sesto. Erano esposti disegni di Giuliano Pini e sculture di Gian Carlo Marini, con tanto di catalogo e presentazione di Piero Guarducci. A fare gli onori di casa c’era Enrico Pratesi, operaio della Galileo e presidente del Consiglio del Circolo: uno dei promotori insieme al Guarducci e ad altri. Fra questi alcuni artisti impegnati, che dopo aver condiviso le esperienze fiorentine di Nuova Corrente e di Corrente Due, gestite fuori dai normali circuiti di gallerie, sostennero l’iniziativa ed esposero le proprie opere nei mesi successivi. Anche altri giovani, che avevano iniziato a cimentarsi con le arti figurative, si sentirono attratti da questo esperimento e condivisero l’impegno e la fatica di portare avanti l’ attività; ma fu soprattutto il Pratesi, come ebbe a scrivere P.L. Tazzi, “con il suo generoso entusiasmo che voleva che le Case del Popolo costituissero uno spazio per l’arte.”, con la sua presenza e il suo impegno assidui nel cercare caparbiamente collaborazioni e spunti in una o nell’ altra direzione, che consentì nei primi difficili anni il consolidarsi di questa attività e creò le condizioni per il suo proseguimento, quando dovette lasciare per motivi di salute. Nel 1965 iniziò anche la pubblicazione della rivista La Soffitta, che ebbe Piero Guarducci come animatore e che, nei due anni di vita, raccolse intorno a se varie e qualificate collaborazioni su documenti e ricerche di storia locale e temi di attualità. Nella prima stagione, che durò ininterrottamente dal giugno ’64 al giugno ‘ 65, furono fatte ben 10 mostre di autori, oltre a quelli citati, come Manfredi, Midollini, Tredici, Grazzini, Cavallini; una collettiva di giovani (Ceccherini, Conti, Collini, Nincheri), la Rassegna grafica Festa del Lavoro e ancora Falconi, Zancanaro, Nativi, fino alle incisioni di Francesco Chiappelli. Seguirono, nella stagione successiva: il mese di pre-scuola a settembre, con la partecipazione volontaria di studenti e insegnanti, per i ragazzi delle elementari e delle medie; una manifestazione per il Viet Nam al cinema Grotta con Enzo Enriquez Agnoletti e la prima cartella di incisioni di Pini. Insieme a quelle tenute regolarmente a Colonnata – fra le quali spicca “70 litografie e incisioni di artisti contemporanei” in collaborazione con la stamperia Il bisonte – furono realizzate alcune mostre alla Soffitta due, una sorta di succursale aperta per alcuni mesi in via Gramsci, dalla quale prese poi origine il Circolo 66. Nel marzo del ’66 apparve sulla copertina del catalogo il simbolo con la lampada di Guernica, scelto insieme a Fernando Farulli, allora insegnante all’Istituto d’ Arte di Sesto e che ha sempre mantenuto con La Soffitta un particolare legame. Era necessario diffondersi almeno sulle origini, per rilevare l’impegno che animava gli organizzatori e il fervore di iniziative di quei primi anni, anche se nessuno allora poteva immaginarsi che questo esperimento si sarebbe protratto fino alle soglie del nuovo millennio. Negli anni successivi, oltre alle personali di artisti, come R. Bussotti, S. Cipolla, E. Calabria, G. Bartoli, L. Messina, P. Nincheri, R. Pagni, e alle collettive (in alcuni casi tenute anche in altre sedi) che costituivano la costante dell’attività, furono organizzate alcune mostre particolari: Parola e immagine, mostra nazionale di poesia visiva (con due vivaci serate di conversazioni fra autori e pubblico); Artisti naif polacchi; 22 artisti che operano a Firenze; 10 pittori di Belgrado; la mostra sulla m/n Taras Chevchenko. Proseguiva la realizzazione di cartelle d’incisioni e iniziarono i dibattiti, con la partecipazione di critici e degli autori, e le mostre vendita a sostegno delle fabbriche in lotta. Negli anni settanta, grazie alla disponibilità degli artisti, vennero alcune iniziative – gli Inviti alla grafica, il “multiplo” di G.C.Marini, i Dipinti di piccolo formato, ecc. – finalizzate alle sottoscrizioni a sostegno dell ‘ attività, ma soprattutto alla diffusione di opere di qualità ad un prezzo accessibile, presso un pubblico che veniva informato sulle caratteristiche, anche tecniche, di questi prodotti. Non mancavano le iniziative più politiche, come la settimana antifascista nel ’71, Contro il Risveglio fascista nel’ 72, Opere di 50 artisti per il Trentennale della Resistenza nel ’75. Nei primi anni ottanta l’elaborazione di alcuni progetti ambiziosi, che richiedevano un particolare sostegno finanziario e organizzativo, attraverso un rapporto più stretto con l’ A.R.C.I., portarono alla realizzazione di una serie di mostre importanti, in collaborazione con alcuni Assessorati del Comune e a volte con il patrocinio della Provincia e della Regione. Queste mostre avevano uno scopo anche didattico ed erano corredate da materiale esplicativo e da audiovisivi; i cataloghi illustrati contenevano presentazioni, saggi introduttivi, note storiche e tecniche. In ordine: La stampa figurativa, tecniche e immagini, alla quale seguì dopo alcuni mesi “Esperienze grafiche” con 40 acqueforti realizzate da allievi delle scuole; Frammenti dall ‘ effimero, .stampe giapponesi dal XVII al XX secolo, che aveva avuto un precedente nel ’74 con le xilografie originali di Hokusai e Hiroshige, e fu accompagnata da una tavola rotonda, da un ciclo di film in costume e di documentari sulle arti applicate giapponesi; Le forme del fuoco, tecniche e prodotti della fusione artistica, che oltre alla galleria coinvolse le due piazze di Colonnata, riscuotendo molto interesse e sollevando qualche polemica. E ancora: Perchè la maschera. Maschera e mascheramento, ambientazioni e interventi; Oche, dadi & C. Giochi popolari di diletto e d’ azzardo. Infine: Peintres à la Soffitta a Bagnolet (Parigi) nell ‘ autunno dell’84, che raccoglieva una selezione delle opere esposte alla Soffitta nei primi venti anni di attività e, nella primavera del 1985 a Sesto, La scala e La Soffitta, per le 21 stagioni di una galleria, mostre che chiudevano anche un ciclo di realizzazioni impegnative e furono occasioni di riflessioni e di bilanci. Molti gli artisti che avevano esposto: dai personaggi locali o più vicini, agli studenti dell’Istituto d’ Arte e dell’ Accademia, dalle giovani promesse che da allora hanno consolidato la loro valida presenza, fino al alcune figure di rilievo nazionale, fra i quali si possono ricordare anche Fieschi, Vespignani, Vacchi, De Gregorio, Cremonini, Boschi, Berti, Leddi, Banchieri, fra i pittori; Guasti, Murer, Gavazzi, Finotti, fra gli scultori; mentre per un elenco più esauriente dobbiamo rimandare alle cronologie complete chi avrà la curiosità e la pazienza di consultarle. L’ attività riprese poco dopo con Bobo alla Soffitta, Storie, vignette, illustrazioni, negli originali di Sergio Staino. Anche negli gli ultimi 15 anni sono proseguite le personali e le collettive, a volte di notevole livello, con la conferma di alcune presenze storiche e molte nuove proposte delle quali non è possibile qui dare conto in modo esauriente: converrà quindi limitarsi ad accennare alcune iniziative e occasioni particolari, come: la Collettiva di disegni e piccole sculture, per inaugurare il nuovo spazio (dove si è svolta l’attività per circa sette anni); le iniziative a favore di Amnesty International e della Misericordia; Tre artisti kurdi “Segni e colori per una terra”; le mostre scambio fra artisti toscani e veronesi; “Sogni e bisogni” I manufatti in ceramica del laboratorio Lo scoiattolo del Centro sociale S.A.Luzzi; SegnaLIBRI; Vinicio Berti illustratore; Progetto internazionale MAIL ART; Il labirintico mondo delle immagini, sulla prospettiva; Token, sull’ arte della spada giapponese; la proposta del ciclo Artisti sestesi del novecento e la collaborazione alla sua realizzazione; Fernando Farulli a un’anno dalla scomparsa; L’Unione Operaia di Colonnata; Vagamente, Cento artisti per l’A,I.M.A.; John Baldwin 1889- 1964 Fogli ritrovati; Ex Libris d’autore. Riguardo agli orientamenti politici e alle scelte, vi è stata, specie in certi anni, una naturale predilezione per l’ arte di impegno sociale che si esprimeva in vario modo attraverso la figurazione, ma senza preclusioni e con molte aperture su altre tendenze e sui modi espressivi nei vari campi: dalla pittura alla scultura; dal disegno alle varie tecniche della grafica originale; dalla ceramica alla fotografia; dalla illustrazione alla satira. Altri impegni che vengono portati avanti, a fianco delle attività espositive: la catalogazione delle opere (centinaia fra stampe originali, dipinti, disegni, sculture, ecc.) acquisite come donazione dagli artisti che hanno esposto, la loro conservazione ed esposizione; l’organizzazione razionale della raccolta di cataloghi e di pubblicazioni d’arte; la raccolta di cataloghi e documenti sugli artisti che operano o hanno operato a Sesto; in modo che tutto sia disponibile per la consultazione, comprese centinaia di diapositive, i video e gli audiovisivi prodotti per alcune mostre. Le centinaia di matrici metalliche di incisioni ( comprese le lastre originali di Piero Nincheri, recentemente scomparso, affidate dalla famiglia) vengono inventariate e sottoposte ai interventi di pulitura e protezione, per una ordinata collocazione che ne garantisca anche la conservazione. Presso la galleria esiste inoltre una documentazione completa e dettagliata ( costituita da cataloghi, foto, recensioni, manifesti, documenti, ecc.) di tutta l’attività dal 1964 ad oggi. Nel catalogo La scala e La Soffitta del1985, assieme a vari testi, fu pubblicata la cronologia completa delle varie manifestazioni, ricostruita attingendo al materiale esistente, a testimonianze, ricordi, ecc. che poi è stata sistematicamente aggiornata fino alla mostra più recente, la 333. Ed è soprattutto scorrendo queste date, i titoli delle iniziative e delle mostre, i nomi degli artisti e dei presentatori, ecc., che ci si rende conto del tanto lavoro fatto, mese per mese, anno per anno, nelle difficoltà organizzative e a volte nell’incertezza delle risorse, ma potendo sempre contare su un gruppo di lavoro composto dalle più diverse persone – che si sono avvicendate e alternate nel corso di 36 anni – che ha saputo coinvolgere in vari periodi e in molte occasioni le competenze necessarie per realizzazioni anche di notevole livello. Abbiamo preferito affidare agli avvenimenti il senso di questa lunga vicenda evitando, almeno in questa circostanza, di elencare tutti coloro che nei vari periodi vi hanno lavorato e ai quali va comunque la nostra riconoscenza. Il gruppo della Soffitta. Un grazie ai responsabili della Istituzione per averci consentito di anticipare in questa occasione il scritto, scritto nel settembre 2000, che sarà pubblicato nel volume 100 anni di un Comune Socialista. Da allora sono proseguite le mostre (fra le altre “Tarocchi”di Ferdinando Ghelli e “Figure in bilico” di Piero Tredici) e la Soffitta è su internet: fra non molto si potrà scorrere la cronologia delle attività dal 1964 ad oggi, oltre ad informarsi , sull’attualità e sulle iniziative in preparazione. In questo periodo si lavora per allestire un deposito unico, per le opere della collezione, e prosegue il delicato lavoro di pulitura, in particolare dei dipinti, e di restauro in alcuni casi. Molte di queste opere verranno collocate in alcune saIe del Circolo, per periodi più o meno lunghi; altre saranno conservate negli scaffali in attesa del loro turno. Gran parte delle opere su carta saranno ordinate in contenitori adatti, e disponibili per la consultazione. La mostra, che si apre con queste operazioni in corso, presenta un’ ampia selezione di questa raccolta: un patrimonio che la sensibilità dei donatori ha affidato nel tempo alla Casa del popolo di Colonnata. Nel confermare il nostro impegno, ci auguriamo che possano mantenersi e svilupparsi le condizioni, di fattive collaborazioni personali e di sostegno delle istituzioni, per portare avanti ancora per molti anni questa attività: il traguardo del mezzo secolo di vita può sembrare forse ambizioso per una struttura come questa, ma non è poi così lontano. Dedicate alla Soffitta Fin dai primi anni ebbe inizio la tradizione – non obbligata ne, d’altronde, sempre rispettata – per chi esponeva alla Soffitta di lasciare, come forma di ringraziamento, una sua opera: fosse questa un disegno, un’incisione, un dipinto o, più raramente, una ceramica 0 una scultura. Queste opere erano esposte in permanenza nell ‘ufficio-deposito della “galleria”, ma in seguito cominciarono ad essere collocate negli altri locali, nei corridoi e anche per le scale, finendo per diventare una caratteristica dell ‘Unione Operaia; e si poteva cogliere qualche curioso contrasto fra le quotidiane occupazioni dei frequentatori e i forti richiami figurativi e ideologici di alcune delle opere appese alle pareti. Nel corso degli anni, il materiale continuava ad aumentare e non poteva essere più interamente esposto. Molte cose finivano per essere relegate in vari depositi, nei soppalchi e perfino in cantina, complici gli eventi come i lavori d’imbiancatura o di muratura, che rendevano inevitabili spostamenti, più o meno provvisori, e ammassamenti in luoghi e in condizioni non sempre idonei, che hanno portato, in qualche caso, al deterioramento dei materiali più delicati. Iniziò a presentarsi il problema della loro corretta conservazione. Un tempo si prevedeva di salvare, questo patrimonio destinandolo ad una ipotetica “raccolta civica” e, in effetti, una discreta selezione di queste opere è stata per molti anni ospitata nella Casa della resistenza a Morello, finendo purtroppo per subire, ameno in parte, le conseguenze dello stato d’abbandono della struttura. Anche lo spostamento in un altro locale nel 1987 e il ritorno alla vecchia Soffitta ristrutturata nel ’95, hanno imposto alcune priorità, come impegno di tempo e di lavoro – per gli interventi d’attrezzatura e d’ organizzazione, degli spazi e dei materiali, e per il mantenimento dell’attività espositiva – che hanno costretto a tralasciare le altre esigenze. E’ stata relativamente agevole la conservazione di stampe e disegni, in cartelle e nella cassettiera, e del materiale librario e di documentazione nei mobili, mentre il problema maggiore rimane quello delle tele dipinte, più deperibili come materiali. Le decine di matrici metalliche originali ( delle quali esistono però le relative stampe) sono da pulire e trattare per essere ordinate e tenute nelle condizioni adatte alla loro conservazione. L’ anticipo di Questa mostra, che era prevista per il maggio 2002, ci ha costretti, nelle ultime settimane, ad intensificare un lavoro che sentiamo come impegno morale nei confronti degli autori e di tutte queste opere che – a prescindere dal loro valore estetico, storico o venale – sono pur sempre testimonianze significative di vicende artistiche degli ultimi decenni. Proseguiremo nei prossimi mesi, fino a completare questo lavoro: poi si tratterà dei normali interventi di controllo e di manutenzione che saranno resi pi- facili, sia per le opere esposte nelle sale del Circolo, sia per quelle conservate con ordine negli scaffali. Date le condizioni in cui si è svolta la scelta delle opere – tolte dai depositi in ordine casuale e sottoposte ai primi interventi di riparazione e pulitura- questa “selezione” è dovuta più spesso a motivi d’ordine pratico (come 10 stato di conservazione e 10 spazio disponibile) che a valutazioni critiche coerenti, o a precedenze più o meno motivate. Era previsto un album per le foto e alcune cartelle con disegni e stampe, oltre alla possibilità di consultare al computer la schedatura completa delle opere: siamo in ritardo, ma contiamo di fare almeno parte di queste cose nei prossimi giorni ( oppure, data la particolare ricchezza del materiale esistente, potrebbe anche essere prevista una prossima occasione dedicata alle opere su carta). Ad operazione conclusa sarà possibile chiedere di esaminare qualsiasi “pezzo” della raccolta; lo stesso vale per la documentazione completa dell’attività e per l’archivio di riviste, libri, cataloghi e pubblicazioni, che si è arricchito d’altri interessanti materiali. Ci scusiamo cordialmente con gli autori delle opere che non si sono potute inserire in quest’esposizione, che non è da considerare come una collettiva bensì, appunto, come una mostra dedicata alla Soffitta attraverso un’ampia, ma non esauriente, scelta fra le opere che sono sedimentate nel corso della sua lunga attività. Il riemergere dai depositi, e dagli strati di polvere, d’immagini a volte anche dimenticate, è stata per noi occasione di ripensamenti, di riflessioni e di non poche piacevoli sorprese: ci auguriamo che sia 10 stesso per i visitatori.

Sesto Fiorentino, 8 dicembre 2001

 

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