421 – Antonio Chessa

“Fuori dal tempo”

dal 15 Marzo all’ 6 Aprile 2015

Fuori dal tempo La storia dell’arte ci ha insegnato ad attribuire la pittura di un artista a un determinato movimento artistico, un esercizio non sempre veritiero. La pittura di Antonio Chessa è stata spesso associata al movimento del Surrealismo, ma forse una definizione più corretta la definirebbe pittura realisti ca, di una realtà parallela. Perché è proprio questo che l’artista ci rivela attraverso i suoi personaggi, che siano essi ricchi possidenti, mendicanti o clero praticanti: l’impressione è che appartengano tutti ad un mondo parallelo, invisibile, un mondo lontano, forse mai esistito. La poetica del Chessa indaga l’interiorità umana fino a sviscerarla; con la sua immancabile ironia, rende l’uomo a tratti ridicolo, a tratti vincente, ma mai risolto. I suoi personaggi stanno lì, immersi nella propria staticità, fissi. Imprigionati nel proprio tempo, raccontano eroiche azioni e gesta gloriose, risultato della sapiente composizione e degli intensi contrasti cromatici, che caratterizzano le tele dell’artista. Una pittura che accenna al passato e insinua il futuro. Simbolismo? Surrealismo? L’artista non ama queste definizioni, le considera contenitori troppo stretti. Il suo mondo è vasto e i suoi misteriosi personaggi sono vere e proprie esternazioni dell’animo umano, visto nella sua totale complessità. Quindi: niente quesiti di fronte alle opere di Antonio Chessa, ma solo il desiderio di lasciarsi catturare dal “nuovo”.

Dalila Chessa

Critica e catarsi Mitologie dello spirito, a tratti ironiche, a tratti violentemente veraci, dominano le composizioni di Antonio Chessa. La sua pittura si traduce in un discorso sulla realtà che sa tenere egualmente conto della forma e del concetto, della tradizione e della innovazione. Vedrai, dunque, metafore brucianti del nostro tempo, trasfigurate in composizioni d’altra età. Chessa sa far rivivere la miseria delle cose intorno a noi in una magnificenza che è, nel contempo, critica e catarsi. Esseri biomorfi, che portano sulla pelle tutte le tare e le passioni nostre, agghindati a guisa di uomini favolosi, immaginabili, cioè nell’unica dimensione fantastica. Ma “favoloso” indica pure il senso estremo della creazione pittorica, il ripensamento del reale che il pittore opera nei suoi lavori. Chessa diviene, dunque demiurgo ingegnosissimo di mondi impossibili, di immagini disperse nella memoria comune: un medioevo letterario ricostruito nel laboratorio del più evidente talento poetico.

Vittorio Brauner

Biografia Antonio Chessa nasce a Orune (NU) il 3 aprile 1946. Attualmente vive e lavora nella provincia di Grosseto in località Pomonte di Scansano.

Dal 1971 a oggi, partecipa a numerose rassegne e collettive tra cui:

  1. Festa Nazionale dell’Unità, Torino e Milano
  2. “II Cile come la comune” -Bourse du Travail, Parigi
  3. Arte Fiera -Bologna
  4. “Artisti a Cottbus” -Brandeburgo
  5. “I mmagine critica in Toscana”-Castello Malaspina, Massa
  6. “Siena 82”-Accademia dei Rozzi, Siena
  7. Centro Arti Visive Perseo -Firenze
  8. “Pittura e Scultura” -Cassero Fortezza Mediacea, Grosseto
  9. Fiera Etruria Arte -Venturina (LI)
  10. Arte Fiera, Udine
  11. Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea -Salsomaggiore Terme

Tra le sue mostre personali:

  • Galleria d’arte “II Grifo”-Grosseto
  • Galleria “La soffitta” -Sesto Fiorentino (FI)
  • Galleria d’arte “II tridente” -Grosseto
  • Galleria “La sfera Piramidi” -Abetone (PT)
  • Galleria “Studio 4 L” -Albissola a Mare (SV)
  • Galleria “Paride Pascucci” -Grosseto

 

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