422 – Giuliano Corsi Megli

“Presenze della memoria”

Dal 19 Aprile al 6 Maggio 2015

 Elegia del silenzio

Giuliano Corsi ha coltivato nel corso degli anni una sensibilità straordinaria per il mezzo pittorico come mezzo espressivo. Questo ci dice molte cose sulla pratica artistica come pratica di vita, strategia e linguistica, prima ancora che come disciplina o addirittura carriera. I lavori qui presentati sono la sintesi di un’eccellente ricerca, del suo modo leggero, empirico e umile. Lo studio dei soggetti è costante e la loro ripetizione e ricombinazione è una forma intensa di approfondimento e quasi meditazione. Ogni quadro ha un senso compiuto ma il loro insieme descrive una parabola tematica molto precisa che aggiunge peso e consistenza al singolo lavoro in un’atmosfera coerente e sensata. Il paesaggio di questa pittura è puro volume e assenza, le case come architetture industriali sono elementi di una vita umana di cui non sembrano esserci tracce. I volumi sono contenitori, non ci sono porte o finestre, nessuna concessione allo scambio tra il dentro e il fuori. Il silenzio è la vera sostanza di questi lavori. Lo sguardo tace, coglie l’umanità assente dalle sue costruzioni, l’osservazione è pietosa e arresa. La potenza evocativa di questi volumi non è solo il risultato di una sapiente composizione pittorica ma risulta da una profonda sincerità nel trattare il fuori, la realtà osservata, come semplice riverbero di ciò che è dentro. Silenzio, solitudine e stupore. Ciò che stupisce Corsi è la capacità che le forme sembrano avere di sollevare una materia così sfuggente come i sentimenti e farne una grammatica per comunicare. Ciò che Corsi racconta con la sua pittura è la sua storia e molto altro, è un racconto poetico di atmosfere, di luoghi della mente prima ancora che di luoghi fisici. Lo spazio ritratto nel quadro è prima di tutto un tempo, un lungo momento che si dilata in una profondità oltre la tela, nella memoria e nel cuore. La riproduzione dei luoghi e delle forme che li abitano è solo in piccola parte mimetica, è un’indagine nel profondo metafisico della realtà. La pittura è utilizzata come uno scandaglio che, attraversando il caos apparente, coglie la struttura dei luoghi, la loro anima muta e dolente. I colori sono un corollario semantico solido e preciso, i significati cui ci introducono sono esattamente quelli che le forme supportano come parole di un discorso dai contorni netti. Corsi si comporta in questi lavori come un pittore maturo, conduce senza esitazioni la sua figurazione a conclusioni coerenti; la visione che ci permettono i suoi quadri è una visione ad una certa distanza, senza empatia. È una resa alla solidità del silenzio, alla sua consistenza materiale pesante e senza sfumature umane. I suoi volumi, le case, le fabbriche, le ciminiere, i camini, le cisterne sono sintetizzati, asciugati da qualsiasi contaminazione vitale. Non c’è movimento e non c’è molteplicità. Ciò che resta è solo per qualche vaga somiglianza reale perchè la sua vera natura è simbolica. Simboli intesi, in modo assolutamente laico e primario, come segni di uno stato, di una condizione esistenziale che potremmo riassumere con la parola silenzio. Le sue figure sono, infatti, volumi senza parole ma il veicolo della narrazione, che comunque c’è e non è secondaria, sono i colori e la forza delle composizioni. L’assenza di un vero e proprio titolo ai singoli quadri è da intendersi in questo senso, il titolo tra parentesi è solo un’ipotesi descrittiva che non diventa mai una definizione, così come la materia visiva del quadro, a sua volta, procede da un approccio sperimentale, tenta e ritenta una risposta a domande che restano aperte. Da questa prospettiva le forme e i volumi dei quadri di Corsi sono maggiormente collocabili nell’ambito dell’astrazione che della figurazione realistica; il suo modo di usare il mezzo pittorico è istintivamente concettuale e sintetico. Questo non toglie spazio al racconto ma lo rende immediatamente poetico. Il silenzio perciò che questi lavori introducono esteticamente e concettualmente in maniera così esplicita non è privazione o sottrazione delle parole (e quindi, fuori di metafora, assenza di elementi descrittivi della scena del quadro) ma solo un altro modo del discorso di estendersi e cogliere la realtà. La pittura che fa questo è, appunto, un discorso poetico efficace e significativo.

Silvia Petronici Gavagai

Biografia

Giuliano Corsi è nato a Sant’Agata di Mugello (FI).

Vive e lavora a Sesto Fiorentino.

CelI. 334 5483582 – E-mail: elisabetta.corsi@live.it – www.affordableartpoint.com

Mostre collettive:

Bivigliano, Firenze – 1982

Arte in compagnia – 1985

Lastra a Signa, Firenze – 1986

Piazza delle Cure, Firenze – 1987

Scuola Media Pescetti, Sesto Fiorentino – 1987

Circolo Tre Pietre, Firenze – 1987

Galleria d’Arte Mentana – 2001, 2002

Mostre personali:

Galleria Il Cenacolo, Firenze – 1985

Galleria Palazzo Pretorio, Sesto Fiorentino – 1988, 1990, 1992

Galleria Tortona, Alessandria – 1993

Galleria Palazzo Pretori o, Sesto Fiorentino – 1994,2006,2008

Hurn Museum di Savannah, Georgia USA – In corso

 

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