423 – Carlo Bertocci

” Disegno Disegni”

dal 17 Maggio al 7 Giugno

 

A una prima occhiata il mondo che Carlo Bertocci dispiega per carte e tele può sembrare -lo è sembrato a chi scrive -un sorta di capriccio: un succedersi di figure tutte ugualmente assorte, impegnate in giochi di sguardi, in gesti enigmatici muti e allusivi, tra architetture che impongono la loro presenza e paesaggi che si scorgono spesso da una finestra o dall’alto di una terrazza …

Si tratta in realtà di un complesso ragionamento sulla pratica e sulla storia della pittura che lui, proveniente da situazioni di ricerca extrapittorica anni ’70, cominciò presto a proporre, appunto nel corpo stesso della pittura, di questa vecchia cosa, per dirla con Barthes. Come a vivificare questa con quello: a dimostrare che la linea analitica dell’arte moderna, di Filiberto Menna, tanto per citare un testo celebre giusto di quegli anni ’70, passava da qui. Anche da qui.

Una ventina di disegni, dagli anni ’80 a oggi, costituiscono ora una mostra che sembra porsi, in questi spazi, in dialogo ideale, anche, con autori coinvolti, in anni passati, in ricerche analoghe (e anche qui un nome per tutti, quello di Piero Nincheri). Ecco scorrere allora una serie di grandi carte con su le Annunciate, i Suonatori di luce, la Statua, ma anche le composizioni con l’alloro, l’olivo e la quercia e i tanti altri soggetti, tutti allegorici e tutti riferiti alle origini stesse della pratica pittorica. E se le figure del Timpano, due giovani dall’aria classicheggiante, stanno a rappresentare l’ascoltare e il vedere, le due ragazze di Tra ascolto e silenzio nascono invece dal pensiero di Cage e della sua musica del silenzio. Alloro, olivo e quercia, che sembrano una divagazione agreste, stanno invece per le tre arti dell’Accademia, pittura, scultura e architettura, e l’annunciazione è l’annuncio dell’arte stessa, tra apollineo e dionisiaco … Diventa, per effetto allora di immagini simboliche che tornano l’una dentro l’altra, l’uno a citare l’altra, e di una pittura sapiente, dai modi calmi e misurati, un gioco di specchi vertiginoso e intrigante fra tradizione e contemporaneità, tra il sempre e l’oggi. Che il disegno, contatto immediato e trasparente tra immaginazione e concretezza del gesto, tra idea e tatto appunto, tra quel che non c’è e quel che invece appare, esalta, restituendo per un attimo alla pittura -a questa pittura reinventata che parla della pittura stessa -il barlume della sua antica e misteriosa fascinazione.

Gianni Pozzi

 

La statua, 2003

Matita su carta cm 110×140

Verso il punto, 1984

Tecnica mista su carta cm 150×104,5

Suonatore di luce, 1984

Tecnica mista su carta cm 150×105,5

Suonatori di luce, 1984

Tecnica mista su carta cm 150×104,5

Perplesso, 2015

Matite e acrilici su legno cm 40×33

Tra ascolto e silenzio, 2010 Acquerello su carta cm 109×140

 

Carlo Bertocci, è nato a Castell’Azzara (GR) nel 1946. Vive e lavora a Firenze dove nel 1973 si è laureato in Architettura. Dal 1997 è membro dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata da Michelangelo e Vasari. Agli inizi degli anni ’80 è protagonista tra i più lirici e sensibili della Pittura Colta di Italo Mussa e partecipa alle mostre nazionali e internazionali che riuniscono i pittori di questo gruppo con quelli dell’Anacronismo. Dal 1991 si dedica anche alla scultura realizzando terrecotte, ceramiche e bronzi. Nel 2006-2007 realizza un bronzo per la piazza di Castell’Azzara (GR). Nel 2004 il Senato della Repubblica Italiana acquisisce un suo dipinto per la collezione permanente di Palazzo Madama, nello stesso anno ha realizzato il ritratto di Giovanni Spadolini per la galleria dei presidenti del Senato di Palazzo Madama. Per la stessa galleria nel 2008 ha realizzato il ritratto del Presidente del Senato Franco Marini.

È segnalato alla voce Anacronismo in vari dizionari enciclopedici con particolare rilievo nell’enciclopedia Electa La Pittura in Italia: Il Novecento/2. Si ricordano due monografie importanti: Italo Mussa: Carlo Bertocci, Ed. De Luca, Roma 1986. Edward Lucie-Smith: Carlo Bertocci, Ed. Il Polittico, Roma 2002.

 

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