424 – Tannaz Lahiji

“In- Luce”

Inaugurazione mostra Domenica 4 Ottobre  ore 10.30 presso la galleria
“LA SOFFITTA” SPAZIO DELLE ARTI.
Piazza Rapisardi, 6 – Sesto Fiorentino Firenze

Figlia d’arte, Tannaz Hosseini Lahiji nasce l’8 Marzo nel 1978 a Tehran, in Iran, da padre insegnante d’arte, madre pittrice, circondata da colori e pennelli, le sembra naturale intraprendere la strada artistica, come se quello fosse il solo mondo possibile in cui vivere e crescere. Talmente abituata a masticare quest’ambiente, Tannaz non impiega troppo tempo a dimostrare le sue innate doti di disegno fin dalla tenera età.

La Scuola di Arti Visive della capitale iraniana, che frequenta dal 1992, è superata con brillanti risultati, diplomandosi nel 1997 in “Pittura” fin senza troppo sacrificio, grazie alla predisposizione familiare alle creazioni d’arte; già a sedici anni la sua cartella di studi dimostra una grande felicità di mano. Una volta ammessa alla Libera Università di Arte e Architettura di Tehran, con somma felicità del padre.

Tannaz vince premi e riconoscimenti fino a conseguire la Laurea in Pittura nel corso del 2002, In questo periodo Tannaz vive un notevole impegno artistico ed educativo dove alterna l’insegnamento del disegno artistico (che già esercitava dal 1999 nella scuola d’arte di suo padre) per i bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, a una più complessa occupazione presso l’Università d’Arte di Theran, come insegnante in corsi propedeutici di Disegno Anatomico (2000-2001), già prima di laurearsi. Ma i tempi per studiare arte a Teheran non sono certo facili: vi è la guerra tra Iraq e Iran, i testi scolastici sono censurati, non è permessa la libera riproduzione delle opere d’arte, i modelli e le modelle per studiare anatomia sono completamente vestiti, e Tannaz, che è innamorata del corpo umano, è costretta a disegnare il nudo solo immaginandoselo, aiutandosi guardando se stessa allo specchio o il corpo della madre.

In più, i genitori si separano, la madre si trasferisce a Londra e i suoi amati fratelli maggiori emigrano in Germania per via della guerra, lasciando Tannaz quando aveva 8 anni e successivamente a gestire la scuola d’arte del padre assieme a lui. Tutte queste difficoltà e il dolore del distacco per la lontananza dei familiari inducono Tannaz a rifugiarsi nel mondo dell’arte, come un potente antidoto per non pensare ai problemi personali.

Gli ostacoli all’esplorazione dell’anatomia umana la spingono a scoprire sempre di più questo mondo, in una maniera che se fosse stato palesato e di facile portata come nella cultura occidentale non avrebbe forse indagato (un po’ come le cose che non vediamo più, proprio perché sono sempre sotto i nostri occhi e finiscono per essere scontate). Tannaz sostiene che una delle immagini più potenti che è rimasta impressa ai soli 7 anni nella sua memoria è l’immagine della madre che sulla porta di casa sta per andarsene, con una valigia in mano, e viene inondata dalla luce esterna: mentre si allontana questa luce sembra inghiottirla. Chissà se lo studio e la produzione dei quadri di sola luce – che l’artista ha sviluppato nei lavori della sua maturità – all’interno dei quali la figura umana sembra dissolversi, provengano proprio da questo ricordo lontano.

Le sue capacità, unanimemente riconosciute in campo artistico, riescono a farle ottenere un posto come dirigente nella Galleria “Jahan Nama” cosÌ come una posizione di rilievo nell’importante Museo d’Arte a Palazzo Niavaran, in Tehran (2002-2003). Il 2004 è l’anno di svolta, in cui arriva dall’Università d’Arte di Theran tramite la sua tesi di laurea dal titolo “Collegamento tra l’Alte e colori della circonferenza dell’energia umana” la possibilità di lasciare il Paese per seguire un Master di Arti Visive alla LABA, la Libera Accademia di Belle Arti di Firenze. Tannaz sceglie di partire e si trasferisce in Italia, senza conoscere la lingua e senza soldi a sufficienza, dato che il padre non consente questo trasferimento.

Ma Tannaz, nonostante le difficoltà, decide di stabilirsi a Firenze anche in virtù degli ottimi risultati raggiunti che le permettono di proseguire gli studi e seguire il corso di pecializzazione in Pittura che l’Università prevede (2007-2008). In questi anni tra difficoltà economiche e studi, riesce comunque a trovarsi alcuni lavori, uno di questi, il restauro di dipinti su muro pari a 500 mq. nella residenza della Regina Margherita presso il Lago di Misurina e la realizzazione di una vetrata nella Cappella della stessa residenza. Esegue un acrilico su muro di 12 mq. per un Albergo in provincia di Livorno. Esegue anche ritratti e bassorilievi in ArgentoDal 2007, ricopre il ruolo di assistente al Corso di Tecniche Pittoriche e, dall’anno successivo, diviene professoressa di Disegno presso la Libera Accademia di Belle Arti, e dopo due anni prende la cattedra di Anatomia artistica della stessa Accademia, occasione che – sostiene lei stessa – le permette di ricevere stimoli e idee per il suo lavoro dall’attività dei suoi studenti.

Nel 2008 Tannaz si iscrive presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze al corso biennale specialistico in Linguaggio Multimediale e diventa gallerista nella galleria “Artedove” di Firenze. Nello stesso anno stringe un gemellaggio tra il Comune di Firenze e il Comune di Esfahan “città d’Arte dell’Iran” tra due Accademie d’Arte.Nel dicembre 2009 con una mostra dal titolo Incipit, Tannaz corona il sogno di aprire la propria galleria – la “Galleria Tannaz” in via delle Oche n. 9-11R – della quale è la direttrice. Negli ultimi periodi Tannaz indirizza la sua continua investigazione verso lo studio dei colori, della luce e dell’energia cosmica ,cercando di trasmetterla nella sua produzione artistica. Tra le tante partecipazioni artistiche, si ricorda la mostra “Shhh Rumore d’artista” presso la Fondazione Piaggio (Museo Piaggio, Pontedera, 2010), la collettiva in piazza San Marco a Venezia (“·Seguendo il cammino di Marco Polo”, 2010) la permanente a Shanghai (Cina, 2011) e l’ultima personale nel 2014 dal titolo “Sokut” (Silenzio) presso la galleria “Artedove” di Firenze. Attualmente vive e lavora nella campagna toscana tra Grassina e Firenze e porta avanti la sua ricerca in collaborazione con lo studio fotografico di Claudio Bartoli a Campi Bisenzio.

Giulia Ballerini

I commenti sono chiusi